sabato 5 gennaio 2013
Nota di Comunione e Liberazione sulla situazione politica e in vista delle prossime scadenze elettorali
Ufficio stampa di CL Comunicato stampa
02/01/2013
I mezzi di informazione continuano a chiamare in causa il nome di Comunione e Liberazione a proposito delle vicende politiche, paventando divisioni e contrasti all’interno del movimento sulle scelte elettorali dei prossimi mesi.
Per prima cosa, desideriamo ribadire quanto è da sempre nella natura di CL, ma che in questo momento è particolarmente evidente: l’unità del movimento non è una omologazione politica, tanto meno si identifica con uno schieramento partitico, ma è legata all’esperienza originale di CL (e in questo senso viene prima di qualunque opinione o calcolo pur legittimo): un aiuto a vivere e a testimoniare la fede come pertinente alle esigenze della vita. È con tale esperienza che ogni aderente al movimento ha la possibilità di paragonarsi, qualunque sia il suo posto nella società.
In secondo luogo, alla luce di questa preoccupazione fondamentale, l’impegno politico in senso stretto riguarda la persona e non CL in quanto tale. Per parte sua, il movimento guarda con simpatia chi, tra i suoi aderenti, decide di assumersi il rischio di un tentativo politico; e si augura che dall’educazione ricevuta, e in continuità col magistero ecclesiale, tragga continuamente i criteri ideali per impegnarsi in favore del bene comune, della libertà della Chiesa e del benessere anche materiale del Paese, assicurando con la propria presenza nelle istituzioni le condizioni di una reale democrazia, cioè una libertà espressiva e associativa delle persone e delle formazioni sociali. Si attuerebbe così l’auspicio di Benedetto XVI: «I cristiani non cercano l’egemonia politica o culturale, ma, ovunque si impegnano, sono mossi dalla certezza che Cristo è la pietra angolare di ogni costruzione umana. […] Il contributo dei cristiani è decisivo solo se l’intelligenza della fede diventa intelligenza della realtà, chiave di giudizio e di trasformazione» (21 maggio 2010).
A metà degli anni Settanta, in un momento altrettanto problematico per la vita civile italiana, don Giussani formulò alcuni giudizi che possono rappresentare anche oggi un contributo per vivere da cristiani nei vari ambiti della società, fino alla politica:
1. «Il primo livello di incidenza politica di una comunità cristiana viva è la sua stessa esistenza, in quanto questa implica uno spazio e delle possibilità espressive»; essa, «per propria natura, non chiede la libertà di vita e di espressione come solitario privilegio, ma piuttosto di riconoscimento a tutti del diritto di tale libertà. Quindi, per il solo fatto di esistere, se sono autentiche, le comunità cristiane sono appunto garanti e promotrici di democrazia sostanziale». In questo senso, «la moltiplicazione e la dilatazione di comunità cristiane vitali ed autentiche non può che determinare la nascita e lo sviluppo di un movimento il cui influsso sulla società civile tende inevitabilmente ad essere di sempre maggior rilievo; l’esperienza cristiana diventa così uno dei protagonisti della vita civile, in costante dialogo e confronto con tutte le altre forze e le altre presenze di cui questa si compone».
2. «Una comunità cristiana autentica vive in costante rapporto con il resto degli uomini, di cui condivide totalmente i bisogni, ed insieme coi quali sente i problemi. Per la profonda esperienza fraterna che in essa si sviluppa, la comunità cristiana non può non tendere ad avere una sua idea ed un suo metodo d’affronto dei problemi comuni, sia pratici che teorici, da offrire come sua specifica collaborazione a tutto il resto della società in cui è situata».
3. «Quando dalla fase della sollecitazione e dell’animazione politico-culturale si giunge a quella della militanza politica vera e propria, non è più la comunità in quanto tale ad impegnarsi, ma sono le singole persone che a responsabilità propria, anche se formate dalla vita concreta della comunità medesima, si impegnano alla ricerca di strumenti ulteriori di incidenza politica sia teorici che pratici». Perciò, «non è affatto né corretto né leale l’uso, invalso su molti giornali, di definire “candidati di CL”, “consiglieri comunali di CL” quei militanti del nostro movimento che si sono direttamente impegnati nelle campagne elettorali ed in genere nella militanza politica, come pure − e soprattutto − non è affatto corretto definire “leaders di CL” i dirigenti dei gruppi da essi costituiti».
Giussani concludeva, perciò, che «c’è fra noi tutti in quanto CL, ed i nostri amici impegnati nel Movimento Popolare e nella DC, un’irrevocabile distanza critica», in quanto «se non fosse così, se cioè qualsiasi realizzazione per il solo fatto di essere stata promossa da persone di CL […] diventasse meccanicamente “del movimento”, l’esperienza ecclesiale finirebbe per essere strumentalizzata, e le comunità si trasformerebbero in piedistalli ed in coperture di decisioni e di rischi che invece non possono che essere personali» (L. Giussani, Il Movimento di Comunione e Liberazione. Conversazioni con Robi Ronza, Jaca Book, Milano (1976) 1986, pp. 118-121).
Questi spunti, proposti quasi quarant’anni fa da don Giussani, fondatore di CL, ci appaiono quanto mai attuali nel panorama politico italiano di questi mesi e rappresentano, pertanto, ancora il giudizio più lucido e sintetico con cui guardiamo l’evolversi delle iniziative politiche e delle proposte che da esse nasceranno nelle prossime settimane.
sabato 5 gennaio 2013 Monti: D'Alia, in campo destra e sinistra vecchie e dannose
'Stiamo costruendo attorno al presidente Monti un progetto politico per il Paese e per la Sicilia'. Lo ha affermato il segretario regionale dell'Udc, senatore Giampiero D'Alia, a margine di un incontro del suo partito a Catania.
'Siamo fortemente preoccupati - ha aggiunto il capogruppo dell'Udc a Palazzo Madama - dal fatto che in queste elezioni politiche si confrontano schieramenti di destra e di sinistra che sanno non di vecchio, ma anche di dannoso, da un lato il Pd prigioniero della sinistra radicale, dall'altro Berlusconi che rappresenta un film gia' visto e con l'alleanza con la Lega si vedono i danni già fatti al Mezzogiorno e alla Sicilia'.
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Monti: D'Alia, criteri per le candidature sono condivisibili
(ANSA) - CATANIA, 5 GEN - 'I criteri scelti da Monti per le candidature sono assolutamente condivisibili e troveranno consenso anche in Sicilia attraverso la classe dirigente che l'Udc propone'. Lo ha affermato il segretario regionale e capogruppo al Senato dell'Udc, Gianpiero D'Alia, a margine di un incontro del suo partito a Catania.
venerdì 4 gennaio 2013
Mauro: «Amici del Pdl scegliete Monti è il nuovo modo di fare politica»
«Nel Pdl è il momento di decidere. Di scegliere tra l’appartenenza a un partito che non c’è più e un progetto per salvare l’Italia». L’appello di Mario Mauro è netto, i toni pure. «Amici del Pdl datevi una mossa», ripete il capo della delegazione italiana del Ppe. «Fatelo perché è il tempo della responsabilità, della generosità, del rischio positivo, del mettersi in discussione per fare spazio a una nuova cultura politica, a un nuovo modo di pensare».
Lo dica con un tweet.
Stiamo mettendo mano a un nuovo cantiere popolare, accorrete numerosi. Fatelo ora perché a sinistra vedo solo idee sbagliate, a destra solo idee confuse.
Ne mandi un altro.
L’apertura al cantiere è massima, è totale. Porte spalancate a quelle figure che trovano motivazioni nel riformismo, ma anche a chi ha una storia luminosa nel cattolicesimo sociale e nell’associazionismo cattolico. A tutti dico: rendetevi parte attiva del progetto
Il progetto di Monti ha o no un colore politico?
Il colore politico ha un senso se dietro c’è un valore. L’iniziativa di Monti non punta a tagliare le radici che ognuno di noi ha; aiuta a riconsiderarle. E ora tutti quelli che pensano che l’Italia non può più attendere riforme strutturali profonde non perdano nemmeno un giorno pensando che il punto centrale sia la conservazione di carriere politiche. È ora di mettere tutta la forza di cui si è capaci per rilanciare il Paese. Per aiutare famiglie e imprese. Per riscoprire la politica intesa come servizio.
Monti l’ha fatto?
Se fosse rimasto fuori ora potrebbe puntare a qualsiasi carica e invece si è messo in gioco in una situazione complicatissima. Va solo ammirato. E sostenuto con un’assunzione di responsabilità collettiva che deve nascere da un dato nuovo: non è più possibile guardare alle bandiere di partito; ora tutti si concentrino sul bene del Paese.
Nel Pdl ascolteranno il suo appello?
Nel Pdl hanno capito. Che una stagione è finita. Che un’esperienza si è definitivamente consumata. Non c’è più una proposta politica c’è solo la follia di chi pensa che si viene fuori dalla crisi facendo saltare l’euro, parlando a vanvera di crescita, mettendo in discussione i vincoli di stabilità.
Insisto: la ascolteranno?
Sì, ci sarà uno smottamento verso Monti. Prevedo un moto discreto ma anche inarrestabile. Ci sarà attenzione nelle realtà locali, tra i giovani amministratori. Un’attenzione che crescerà se la risposta continuerà a essere l’invettiva contro il Prof, se non si fermerà questo squallido tentativo di trasformare Monti nell’uomo delle tasse.
Perché Monti vuole la lista unica?
Perché ha più appeal, più forza comunicativa, più capacità di penetrazione, più attrattiva sull’elettorato d’opinione. Nell’immaginario collettivo la scelta sarà tra Bersani, Berlusconi e Monti. Oggi la gente non spera nei partiti, spera nel partito di Monti. Uno schieramento largo dove mettere da parte personalismi e piccole rendite di posizione.
Lista Monti, la presentazione del simbolo
Una lista unica al Senato e tre liste distinte alla Camera: una con componenti della societa' civile, senza parlamentari; una dell'Udc con il nome di Casini e una di Fli con il nome di Fini. Lo ha annunciato Mario Monti in conferenza stampa all'hotel Plaza mostrando il simbolo: sfondo bianco, tricolore stilizzato e la scritta 'Con Monti per l'Italia, scelta civica'.
"Oggi - ha spiegato Monti - sono in grado di annunciare la configurazione di forze sociali e politiche che intendono associarsi per presentare una nuova offerta politica". Monti inoltre ha espresso l'auspicio che "questa iniziativa contribuisca ad una politica migliore e anche ad avvicinare i tanti cittadini che dalla politica si sono allontanati".
La conferenza stampa di Monti e' iniziata con quasi un'ora di ritardo. Il professore e' arrivato nell'affollata sala stampa, numerosi i fotografi presenti per immortalare il nuovo simbolo elettorale, ha parlato pochi minuti e ha svelato il simbolo. Ma poi e' andato via, senza rispondere alle domande dei giornalisti.
Domani Monti risponderà in diretta (ore 11) alle domande dei suoi followers su twitter.
Annuncio su twitter
"Alle 18 conferenza stampa di presentazione del simbolo della lista del Senatore Monti". Questo l'annuncio, arrivato con un tweet dello stesso Mario Monti. Rainews24 l'ha trasmessa in diretta.
Alla fine alla Camera ci sarà una lista Monti, "accompagnata" da quelle dei partiti che sostengono il ritorno del professore a Palazzo Chigi. Il premier uscente presenterà il simbolo nella conferenza stampa organizzata dopo averne parlato in un vertice blindatissimo con Casini e Fini. Udc e Fli presenteranno le proprie liste.
"Per il Senato sarò capolista in Lombardia". Lo scrive Pietro Ichino su Twitter parlando della lista Monti il cui simbolo tra poco sarà presentato ufficialmente nel corso di una conferenza stampa con il premier uscente
Gli incontri iniziati ieri tra Mario Monti ed i rappresentati dei partiti e delle associazioni della "società civile" sono proseguiti senza sosta. Anche oggi il professore ha proseguito nel suo tentativo di sintetizzare le proposte che arrivano da una parte e dall'altra e, soprattutto, di mettere d'accordo esigenze spesso contrapposte. Lunghi incontri sui quali c'è il diktat di mantenere il massimo riserbo.
"Le riunioni sono convocate ad horas. Si lavora senza sosta perchè ormai il tempo stringe", spiega chi sta lavorando alle liste.
Monti è pressato dalle richieste dei rappresentanti dell'associazionismo, contrari all'ingresso dei 'politici' in una lista con il suo nome. Ma vuole tener conto anche dell'insofferenza dell'Udc che teme di rimanere penalizzata dalla concorrenza alla Camera di una lista Monti. Per questo forse, ma anche per il timore che la mancanza di chiarezza sulle liste possa creare disorientamento tra gli elettori, si è scelto di presentare velocemente il simbolo con la convocazione di una conferenza stampa all'ultimo momento, fortemente voluta da ItaliaFutura. I partiti, intanto, lavorano alle proprie liste. Alla Camera Gianfranco Fini ha riunito i suoi per fare il punto: i posti disponibili sono pochi.
VOTA U.D.C. ALLA CAMERA
Pier Ferdinando Casini ospite di Unomattina: 'giochiamo per vincere
mercoledì 2 gennaio 2013
Elezioni: Casini, Bersani premier solo se doppia maggioranza
'Dissi a settembre che per noi dopo Monti c'e' solo Monti' e 'dopo quattro mesi le mie convinzioni si sono rafforzate, non indebolite'. Quindi per Pier Ferdinando Casini Pier Luigi Bersani, come ribadisce in una intervista ad Avvenire, potra' fare il premier solo con una 'doppia maggioranza, se riuscira' cioe' a conquistare sia Camera che Senato.
Per il leader Udc nella prossima campagna elettorale 'la vera sfida e' tra la sinistra e l'area della responsabilita', tra Bersani-Vendola e Mario Monti' perche' 'la gente ha capito che Berlusconi non e' piu' un'alternativa credibile. Il Paese, dice, ha bisogno di cambiamento e 'se essere progressisti significa non fermarsi davanti ai poteri costituiti bene, noi lo siamo'. Anche perche' l'Italia ora e' 'ingessata' anche per 'il sistema di potere delle Regioni rosse e di quello della Lega al Nord'. Ma Bersani, appunto, ha 'Vendola come principale alleato' che 'vuole smantellare il lavoro di Monti' e per il segretario 'sara' compito proibitivo tenere la barra dritta e resistere al richiamo della foresta'.
Nel nuovo progetto, aggiunge, tocca a 'Monti giocare da protagonista, a guidarci in campagna elettorale. E' lui il candidato premier ed e' lui ad avere carta bianca', Monti e' 'il disegno, il Progetto; io sono soltanto una parte'. E 'dopo tanti anni di vita parlamentare - dice - la passione per la politica e' sempre forte. Ma ruoli e incarichi mi sono del tutto indifferenti'. Casini si dice poi favorevole a costituire un gruppo parlamentare unico 'che potrebbe assomigliare a una sezione italiana del Ppe'. E sui 'valori' assicura che 'l'Udc sarà chiara: nessun arretramento sui valori, nessun compromesso sulla vita... Guardiamo da sempre con attenzione lavoro e proposte dell'associazionismo cattolico. E lo faremo di piu' in questi giorni dove si lavora sulle candidature'. Nelle quali 'il rinnovamento sara' profondo' ma 'senza rottamazione'.
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