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giovedì 20 dicembre 2012

Berlusconi, Casini: ieri sera in tv ho visto un ufo


"Ieri sera ho aperto la televisione e ho visto un Ufo che ha spiegato come si risolvono i problemi del paese: uno spettacolo esilarante perche' veniva da chi e' stato 20 anni al governo e negli ultimi quattro aveva una maggioranza di 100 parlamentari". Lo ha detto il leader dell'Udc, Pier Ferdinando Casini, in merito alla puntata di Porta a Porta con Silvio Berlusconi. "Ci auguriamo - ha aggiunto Casini - che la campagna elettorale non sia costellata da promesse. Tutta l'Europa prende le distanze da Berlusconi, mi auguro che gli italiani non si facciano del male. Non e' un problema dell'orridissimo Casini ma di tutta l'umanita'. I toni di Berlusconi comunque sono simili a quelli di Grillo e anche di certa sinistra radicale".

mercoledì 19 dicembre 2012

Elezioni: D'Alia, Monti? Noi candidiamo un programma

"Pur comprendendo l'interesse giornalistico sull'ipotesi della candidatura del presidente Monti, noi non tiriamo per la giacca nessuno. Noi candidiamo un programma, poi sta al presidente decidere in totale autonomia. Il compito di noi moderati e' rappresentare quell'alternativa al finto bipolarismo come abbiamo fatto in questi anni. Il lavoro di Monti ora va continuato con maggiore detereminazione". Lo ha detto il presidente dei senatori dell'Udc, Gianpiero D'Alia, nel corso della trasmissione di Rainews24 'Il Transatlantico'.

BASTA FARSI PRENDERE IN GIRO!


Berlusconi: Casini, è populista, senza Monti mi candiderei

(ANSA) - ROMA, 18 DIC - 'Sono cosi' persuaso che Berlusconi sia un leader populista che nulla ha a che fare con i moderati europei, che se non facessi il tifo per Monti, riterrei moralmente doveroso presentare la mia candidatura per evitare all'Italia nuove disavventure'. Lo dice Pier Ferdinando Casini.
(ANSA).


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Berlusconi: Udc, ormai problema più sanitario che politico
(AGI) - Roma, 18 dic. - "Berlusconi ci annuncia di aver cambiato ancora idea su Monti. Ormai siamo a un problema sanitario, non piu' politico". Lo dichiara in una nota il deputato Udc Antonio De Poli, capo della segreteria politica del partito. (AGI) 

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Berlusconi: Casini, un bugiardo che non ci prenderà più in giro
(AGI) - Roma, 18 dic. - "Berlusconi ha preso in giro gli italiani per venti anni, e anche molti di noi. Basti pensare a come ha trattato sempre le persone leali con lui, da ultimo l'onorevole Alfano". Pier Ferdinando Casini aggiunge che "comunque, non e' solo un gran bugiardo, come ha confermato il presidente Martens nella dichiarazione di qualche minuto fa, ma cambia idea ogni tre ore. Qualsiasi altro commento e' inutile", conclude il leader Udc replicando alle accuse arrivate dall'ex premier. (AGI) 

domenica 16 dicembre 2012

BREVE NOTA RELATIVA ALLA CONFERENZA STAMPA DEL 15 DIC. 2012 DI APC-PDL-LEGA


Carpi, 15 Dicembre 2012


CONFERENZA STAMPA DI A.p.C. ,  LEGA,   P. d. L.


NOTA STAMPA

E' la prima volta, nella storia del Comune di Carpi, che un Collegio dei revisori esprime parere negativo su un atto della giunta, atto ovviamente predisposto dai suoi tecnici.

Essendo la prima volta, gli amministratori non sono allenati a motivare la loro posizione e la validità della loro scelta e si difendono dicendo “ I revisori fanno politica”.

Alleanza per Carpi, Lega e PdL invece credono che i revisori abbiano fatto solo il loro mestiere e rispettano il loro operato, ritengono anzi che i revisori siano “al servizio” del Consiglio comunale come un prezioso strumento super partes.

L'operazione di anticipata ricongiunzione dei fabbricati della Dorando Pietri si è presentata da subito in modo molto discutibile, ambigua, con lunghe relazioni verbali sul valore sociale della Cooperativa, sull'utilità della pratica sportiva, sulla necessità di sistemare l'USL e l'Avis.
Gli elementi tecnici, su cui ci si chiede di pronunciarci, anch'essi ambigui e mostrati tardivamente: il tutto è avvenuto negli ultimi quindici giorni, mentre l'apparato municipale stava lavorando su questa pratica da Marzo, senza farne cenno ai consiglieri.

Elementi che ci portano a un giudizio nettamente negativo sul come si prevede di spendere i soldi dei contribuenti:

1°)   Con la cifra prevista di circa 1 milione e 800.000 euro si può acquisire un fabbricato già esistente, con possibilità di enorme ampliamento e adatto allo scopo di ospitare un magazzino, la necessità di variante urbanistica si presenta per quello come per quello della Polisportiva, la motivazione dell'urgenza non è sostenibile in quanto le pratiche di abbandono di via Watt sono lontane dall'essere pronte e il “magazzino” Dorando Pietri è lontano dall'essere utilizzabile.
Con la stessa cifra perciò la collettività tra 19 anni avrà non 8.000 ma 10.000 metri quadrati di proprietà, con circa altri 6000 metri di area edificabile a magazzini.

2°) La perizia prevede una contrattazione del – 10% che nessuno ha proposto alla Dorando Pietri.
Tanto è stato chiesto e tanto si prevede di dare.

3°) I costi previsti per riadattare la struttura nella parte a magazzino non sono credibili, risultano bassissimi (circa 85 euro a metro quadro), è ovvio che lieviteranno.
I costi per riadattare tutto il resto a prezzi correnti saranno di circa 3 milioni e mezzo.
L'edificio è di costruzione scadente e nessuna parte è a norma.

4°) Dopo aver pagato tutto e subito, l'amministrazione comunale entrerà nella possibilità di usare solo una minima parte, tutto il resto non sarà disponibile se non a medio termine.

Con tutta la buona volontà, i nostri gruppi di opposizione non vedono nessuna convenienza economica in questa vicenda.

Se la giunta invece intende salvare una realtà sociale lo dica apertamente e si prepari a fare altrettanto con ogni associazione o comunità sociale esistente a Carpi, tutte sono “gloriose”. 

CARPI ....AL CENTRO / U.D.C. CARPI - LISTA X L'ITALIA: CARPI FOOTBAL CLUB 1909 CAPOLISTA IN LEGA PRO - PR...

CARPI ....AL CENTRO / U.D.C. CARPI - LISTA X L'ITALIA: CARPI FOOTBAL CLUB 1909 CAPOLISTA IN LEGA PRO - PR...: 16° giornata – CARPI F.C.1909 1-0 U.S. LECCE Campionato LEGA PRO I Divisione gir.A 2012-2013 16/12/2012 – ore 14:30 16′ giornata di and...

Un Carpi meraviglioso conquista il big match del Cabassi e vola in vetta al campionato di Lega Pro mandando all’inferno il Lecce, al terzo ko consecutivo e mettendo sulla graticola il tecnico salentino, Lerda.
Ma parliamo dei biancorossi che non solo conquistano il comando, ma soprattutto continuano nella striscia positiva di risultati e mantengono nuovamente inviolata la porta difesa da Sportiello. Una difesa granitica che fa della squadra di Tacchini la meno perforata del campionato.
L’assenza dell’attaccante Foti non è una scusante sufficiente per giustificare la sbandata del Lecce. Anzi, ad indirizzare la gara, eventualmente, è il rosso sventolato dall’arbitro Maresca a capitan Giacomazzi, che incassa due ammonizioni nel giro di appena tre minuti, tra il 40’ e il 43’.
Con l’uomo in più il Carpi ha più spazio e inizia a macinare gioco anche se le occasioni latitano da una parte e dall’altra (Pià è l’unico pericoloso al 59’). Il point break del match se lo costruisce Terigi in percussione: corre il minuto 77’ e il difensore viene affossato in area da Legittimo. Calcio di rigore che Arma trasforma con freddezza.
Potenza (83’) sfiora il 2-0 ma Benassi è super, Arma e Ferretti fanno peggio, calciando fuori a tu per tu con l’estremo salentino. Pià si fa cacciare poi può iniziare la festa biancorossa.
Carpi: Sportiello, Letizia, Perotto, Concas, Poli, Terigi, Cortesi, Bianco (K), Arma, Kabine (18 st Ferretti), Di Gaudio (34 st Potenza). A disp: Trini, Bassini, Cenetti, Furini, Negri. Allenatore: Tacchini
Lecce: Benassi (K), Vanin, Legittimo. Memushaj, Di Maio, Esposito, Chiricò (1 st Palumbo), Zappacosta (38 pt Giacomazzi), Jeda, Pià, Falco (34 st Vinicius). A disp: Petrachi, Tomi, Malcore, Bustamante. Allenatore Lorieri (Lerda squalificato)
Arbitro: Fabio Maresca di Napoli
Reti: 33’ st Arma (rig)
Note: ammoniti: 20 pt Sperotto, 23 pt Bianco, 25 pt Di Maio, 33 pt Vanin, 3 st Memushaj, 28 st Arma, 32 st Legittimo. Espulsi: Giacomazzi per doppia ammonizione 40 pt e 43 pt, 42 st Pià. Recupero 4’ pt e 3’st

CLASSIFICA 2012-2013
LEGA PRO 1′ divisione
girone “A”
Carpi F.C.190929
U.S. Lecce29
SudTirol25
Trapani25
Virtus Entella23
Pavia22
Lumezzane *19
Cremonese (-1)19
Cuneo19
SanMarino *18
FeralpiSalò *18
Portogruaro16
Como (-1)16
Reggiana15
Albinoleffe (-10)13
Tritium *8
Treviso (-1)3
* una partita in meno



CARPI FOOTBAL CLUB 1909 CAPOLISTA IN LEGA PRO - PRIMA DIVISIONE


16° giornata – CARPI F.C.1909 1-0 U.S. LECCE

Campionato LEGA PRO I Divisione gir.A 2012-2013
16/12/2012 – ore 14:30
16′ giornata di andata – stadio ‘S. Cabassi’
CARPI F.C.1909 vs U.S.LECCE

CARPI F.C.1909

1

77′ Arma

0

-

U.S.LECCE
Sportiello
Letizia
Sperotto
Concas
Poli (VK)
Terigi
Cortesi
Bianco (K)
Arma
Kabine •
Di Gaudio ••
_
Trini
Fusar Bassini
Cenetti
Furini
Negri
Potenza ••
Ferretti •
_
All. Daniele Tacchini
Benassi (K)
Vanin
Legittimo
Memushaj
Di Maio
Esposito (VK)
Chiricò ••
Zappacosta •
Jeda
Pià
Falco •••
_
Petrachi
Vinicius •••
Tomi
Bustamante
Malcore
Palumbo ••
Giacomazzi •
_
All. Fabrizio Lorieri

Gli ex berluscones che scelgono Monti, nasce “Italia popolare”


Da Lupi a Frattini, da Alemanno a Cicchitto. Tutti ex fedelissimi di B. hanno scelto: staranno con il Professore. Obiettivo: affidargli la ricostruzione del centrodestra. Ipotesi, però, velleitaria. Monti non affronterà la campagna elettorale. E soprattutto resta in piedi l'ipotesi di alleanza tra il Cavaliere e Maroni, con Alfano candidato premier. Domani ad Arcore l'ex premier e il canidadato leghista al Pirellone si rivedranno per chiudere il patto.

Non usciranno. Minacceranno a gran voce di farlo, invocheranno Monti, ma non consumeranno il passo decisivo verso il mare aperto delle prossime elezioni. Si riuniscono a Roma, al Teatro Olimpico, sotto le bandiere di “Italia Popolare”, uomini e donne che considerano il vecchio Pdl un arnese ormai da rottamare e che guardano al premier con la speranza di chi vuole non solo riciclarsi, ma anche cavalcare un’onda di ricostruzione del centrodestra che pare possa passare solo tra le mani del Professore. L’orizzonte è dunque Monti. E tocca a Monti, secondo questi malpancisti del Pdl, da Frattini ad Alemanno, passando per Sacconi, Lupi e Cicchitto, “costruire la coalizione, federarla, unirla”. Dice Gaetano Quagliariello, vicecapogruppo vicario del Pdl al Senato: “Intendiamoci: nessuno chiede al premier di passare sopra a tutto. Ci dovrà essere un programma e l’adesione a questo sarà un limite invalicabile. Ci saranno dei principi netti, dei valori chiari. Ma per riaprire una prospettiva di vittoria tutti dovranno mettere completamente da parte tatticismi e veti”. Monti chiede garanzie? “Ed è evidente che noi dobbiamo essere pronti a darle. Sarà il premier a guidare la prossima fase politica. Credo che ci siano tutte le condizioni per far nascere in pochi giorni una confederazione dove chi confedera potrà assumere la golden share. Ripeto: “Monti potrà chiedere che ci sia l’adesione a un programma, a dei principi anche comportamentali e mettere paletti. Ma ripeto: sarebbe un errore porre veti”.
E fin qui i desiderata di questi naufraghi in cerca di approdo che, però, non tengono conto di una realtà. Che Monti, al massimo, potrà farsi sponsor di una parte. E mai brucerà il credito (soprattutto internazionale) accumulato in questo anno di governo prendendo sulle spalle l’onere di ricostruire il centrodestra a così poca distanza di tempo dalle elezioni. Insomma, il fattore Monti è una carta che questi ex berlusconiani di ferro stanno giocando in prospettiva. Nell’immediato, però, a dare le carte è rimasto il Cavaliere. Che sta ancora tentando di fare un accordo con la Lega. Le ultime parlano di un Berlusconi in campo, ma solo come leader, non come candidato premier. A fare il candidato di coalizione andrà Angelino Alfano. E’ quello che pretende Maroni per stringere il patto. La conquista della Lombardia, infatti, ha un duplice ruolo; garantire a Maroni il controllo del Pirelloneponendo l’ultimo tassello che manca alla costruzione, con Piemonte, Veneto e Friuli, della “macro regione europea” controllata dalla Lega. E al contempo mettere una pesante ipoteca sul controllo del Senato da parte della coalizione Pd-Sel nella prossima legislatura. I paradossi del Porcellum, infatti, parlano chiaro: Berlusconi e Maroni possono anche perdere le elezioni nazionali, ma con la conquista della Lombardia, del Veneto e della Sicilia, si renderebbero fondamentali per la maggioranza al Senato. Ecco perché, nonostante le apparenze, la trattativa non si è mai interrotta e l’affaire Monti non ha cambiato neanche di un millesimo la partita in gioco. Anche perché Berlusconi ha capito che il Professore sta giocando decisamente contro di lui, non contro Bersani. Ma sa anche che a Monti non conviene schierarsi adesso. Meglio aspettare il responso delle urne. Casomai potrà dare il proprio endorsement al partito di Riccardi e Montezemolo che vedrà la luce nei prossimi giorni, ma nulla di più: il professore non è uno che gioca senza aver chiara la possibilità di vincere su tutta la linea. E questa certezza, al momento, non c’è. Né ci sarà tra breve. A conti fatti, gli analisti sembrano concordi nel sostenere che la sponsorizzazione di Monti della lista dei centristi non aggiungerà grandi percentuali allo scacchiere elettorale.
Un partito montiano, insomma, ad oggi non supera il 10%. Diverso il discorso se Monti prendesse la guida apertamente del centrodestra, facendo convergere su di se anche l’Udc di Casini. Sarebbe una carta, questa, capace di arrivare anche al 30% dei voti, ma non è nell’aria niente del genere a breve; il tempo è troppo poco.
Si va dunque sullo schema antico. E di qui c’è la necessità del Cavaliere – ma anche di Maroni – di chiudere al più presto la partita. Alfano candidato premier sta bene ad entrambi (tanto non ha possibilità di vittoria) e Maroni darà fuoco alle polveri sulla Regione. Dentro il Carroccio, non ci sono dubbi, l’accordo sarà vissuto malissimo soprattutto dai leghisti veneti, ma a Maroni importa poco; prima il Pirellone, poi penserà al partito. Domani, a cena, Berlusconi e Maroni si rivedranno ad Arcore, ospiti anche Calderoli e Letta chiamati a suggellare l’eventuale intesa che il leader leghista porterà lunedì a via Bellerio per la ratifica da parte del consiglio federale.
Nel frattempo sarà anche passata la grancassa della nascita di “Italia Popolare”, una federazione “che vale si è no il 2% – ha detto Alessandra Ghisleri al Cavaliere – ma che danneggia ulteriormente l’immagine del partito”. Ma ormai è andata. Anche se, nelle ultime ore, proprio Angelino Alfano si è dato da fare per addolcire i toni dell’iniziativa, per non bruciare ulteriore terra sotto i piedi del Pdl che, a questo punto, sarà il partito con cui si presenteranno alle elezioni. Meglio non scherare. Più passano le ore, più gli scissionisti filo montiani in cerca d’autore si stanno rendendo conto di un fatto: sono loro a volere Monti, ma questo amore non è affatto corrisposto. Anzi. E rimanere da soli in mezzo al mare, di questi tempi, non conviene a nessuno. Soprattutto con il cuore spezzato.